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Paragrafo 5 . Le guerre di religione in Francia.
     
Impegnato  senza sosta nella difficoltosa riconquista  delle  Province
Unite,  sconfitto  e respinto dagli inglesi davanti alle  loro  coste,
Filippo   secondo   venne  infine  coinvolto  nell'ultima   fase   del
trentennale e sanguinoso conflitto scoppiato fra cattolici ed ugonotti
nella Francia del secondo Cinquecento.
     Tale  conflitto  ebbe  un'origine complessa  ed  uno  svolgimento
sanguinoso  e  ricco  di colpi di scena, che mise  in  grave  pericolo
l'esistenza  stessa dello stato. Nonostante le periodiche persecuzioni
attuate  dalla monarchia francese contro i suoi aderenti, la  dottrina
calvinista, irradiatasi da Ginevra, si era diffusa in molte zone della
Francia,  soprattutto in quelle atlantiche e meridionali,  sia  fra  i
ceti  borghesi  e  popolari  che fra quelli  nobiliari.  I  calvinisti
francesi,  detti  ugonotti  (vedi  capitolo  Quindici,  paragrafo  4),
costituivano una minoranza concentrata ed organizzata, che sfiorava il
dieci  per  cento  della  popolazione. Ma la divisione  religiosa  che
spacc  in due la Francia travalicava la semplice contrapposizione  di
fede,  pur  sempre  importante, nascondendo altre  ragioni  di  natura
politica, economica e sociale. I calvinisti, che, in linea con il loro
credo,  mal  si  adattavano ad un potere politico forte  e  dispotico,
attrassero  nella  loro orbita coloro - nobili e  borghesi  -  che  si
opponevano  in  ogni  modo all'assolutismo ed al  rafforzamento  dello
stato;  quello  stato  che  in Francia si era  affermato  conquistando
militarmente  e  a  prezzo di molte stragi la Linguadoca  e  le  altre
regioni del sud. Proprio in questi territori, ancora non perfettamente
integrati  nel  regno  di  Francia, si era venuto  radicando  in  modo
massiccio  il  Protestantesimo. Sull'onda di  questa  contrapposizione
religiosa,  ma  anche politica, vennero a formarsi due  fazioni,  alla
testa  delle quali si posero i pi prestigiosi esponenti della nobilt
transalpina - da una parte prima cattolici duchi di Guisa,  dall'altra
i  calvinisti Borbone e Coligny -, che portarono la loro ostilit fino
all'interno della corte parigina.
     La  morte accidentale di Enrico secondo (1559) aveva lasciato  il
potere  nelle mani dei suoi giovani figli, tre dei quali regnarono  in
successione,  senza  lasciare  eredi,  sotto  la  tutela  pi  o  meno
manifesta  della  madre  Caterina de'  Medici.  La  forte  e  discussa
personalit  di Caterina, vista ora come una sanguinaria orditrice  di
trame, ora come una regina attenta a mantenere salda con ogni mezzo la
monarchia,  domin  questi  anni di contrapposizioni  e  di  anarchia.
Durante  il brevissimo regno del primogenito Francesco secondo  (1559-
1560),
     
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     e  quelli successivi di Carlo nono (1560-1574), e di Enrico terzo
(1574-1589), lo scontro fra i due partiti si fece sempre pi  intenso,
trascinando  le  regioni  francesi, le  citt,  le  popolazioni  e  le
principali   famiglie  nobiliari  e  borghesi  in  ben  otto   guerre,
intervallate da tentativi di riconciliazione, da concessioni di editti
di  tolleranza repentinamente ritirati e poi riproposti.  I  cattolici
prevalevano nelle grandi citt; gli ugonotti, inferiori di numero,  ma
dotati  di  un'efficiente  organizzazione  politico-militare  che   si
avvaleva   di  una  serie  di  citt  fortificate  come  La  Rochelle,
costituivano un vero e proprio stato nello stato.
     Questi  conflitti, passati alla storia con il nome di "guerre  di
religione", insanguinarono il paese dal 1560 al 1598.
     Nonostante  i  tentativi di mediazione organizzati  da  Caterina,
l'altalenante  influenza a corte ora dei Guisa, ora dei  Coligny,  che
spingevano verso opposte alleanze internazionali - o contro gli  stati
protestanti,  o  contro  Filippo secondo  -  determin  una  serie  di
congiure,  di  ribaltoni politici e di stragi efferate. L'eccidio  pi
noto,  dovuto  proprio  ad  uno  di questi  improvvisi  mutamenti,  fu
perpetrato a danno dei protestanti nella "notte di San Bartolomeo" del
23  agosto  1572, durante le celebrazioni del matrimonio  che  avrebbe
dovuto  riconciliare  le  due parti: quello fra  la  sorella  del  re,
Margherita  -  la regina Margot immortalata dai romanzi di  Alessandro
Dumas  - ed Enrico di Borbone, re di Navarra, il futuro Enrico quarto.
Ispirata da Enrico di Guisa ed avallata dalla corte, la furia  omicida
si  estese da Parigi, dove trovarono la morte l'ammiraglio Gaspard  de
Coligny e gli altri convitati alle nozze, all'intera Francia, mietendo
parecchie migliaia di vittime.
     Scampato  alla  strage,  grazie a  una  momentanea  abiura  della
propria  religione ed alla parentela con i regnanti, Enrico di Borbone
riusc  a fuggire da Parigi, dove viveva in una sorta di prigionia,  e
si  pose  ancora una volta a capo dei calvinisti. Dopo  la  morte  dei
principali avversari - Enrico di Guisa, fatto assassinare nel 1588  da
Enrico  terzo per la sua eccessiva potenza, e lo stesso Enrico  terzo,
ucciso   l'anno   successivo  da  un  frate  fanatico   per   il   suo
riavvicinamento ai protestanti -, il re di Navarra divenne l'effettivo
sovrano  di  Francia con il nome di Enrico quarto  (1589-1610).  Ma  i
cattolici  si  opposero  all'ascesa di un re protestante  e  ricorsero
all'intervento  di Filippo secondo di Spagna, che voleva  imporre  sul
trono  la  propria figlia, nata dal suo matrimonio con  Elisabetta  di
Valois.  Parigi, roccaforte cattolica, fu preclusa, grazie anche  alle
armi   spagnole,  al  nuovo  re.  Soltanto  l'abiura   ufficiale   del
Calvinismo,  pronunciata solennemente nel 1594 riapr  al  Borbone  le
porte della capitale e gli consent di continuare la guerra contro gli
spagnoli fino alla vittoria, sancita dalla pace di Vervins (1598).
     Mentre  Filippo  secondo subiva l'ennesima  sconfitta  della  sua
campagna  antiprotestante, la dinastia dei Borbone,  estintasi  quella
dei  Valois, saliva cos sul trono francese, dove sarebbe rimasta fino
al  1830,  regnando successivamente anche sulla Spagna, a Napoli  e  a
Parma.
     Dopo   il   lungo   conflitto  religioso,  che  aveva   prostrato
politicamente ed economicamente la Francia, Enrico quarto  riorganizz
lo  stato, incoraggi lo sviluppo dell'agricoltura e dei commerci;  ma
soprattutto  decret la pacificazione religiosa  e,  con  l'editto  di
Nantes  del 1598, permise ai suoi ex correligionari libert di  culto,
condizioni  giuridiche  pari  a quelle concesse  ai  cattolici,  e  il
possesso militare, quale garanzia di sicurezza, di oltre cento  citt.
Tale privilegio continuava a fare degli ugonotti una sorta di stato  a
s, potenzialmente
     
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     contrapposto  all'autorit centrale, una condizione anomala  alla
quale si sarebbe opposto violentemente Luigi quattordicesimo un secolo
pi tardi.
